Gianfranco Cagnazzo

"Pittore, Grafico, Incisore"

Mostre

PRESENZE A MOSTRE ED INIZIATIVE CULTURALI

Opere

Tra le opere gli olii, le chine, le incisioni

Tecniche di incisione

Acquaforte, Acquatinta, Calcografia

Benvenuti 

Nato a Leverano (Lecce) nel 1962, ha conseguito la Maturità Classica e frequentato l’Accademia di Belle Arti di Lecce, allievo di L. Spanò. 

Vive ed opera a Modena 

in via Pergolesi, 194/1;

tel. 393/1097169; 329/8820265;

contadino

Amo tuffarmi nel passato, che per me è ancora e sarà sempre presente; sono pertanto fondamentalmente un “classicista-realista”, con Michelangelo, Caravaggio, Courbet, Millet, Dalì, Guttuso, Cantatore, Migneco e il mio maestro Spanò come precisi punti di riferimento. Cerco infatti di fare tesoro di una frase di Salvador Dalì: “Quando il Rinascimento volle imitare la Grecia immortale venne fuori Raffaello; Ingres volle imitare Raffaello e venne fuori Ingres; Cézanne volle imitare Poussin e venne fuori Cézanne; Dalì volle imitare Meissonier e venne fuori Dalì. Da chi non vuole imitare nessuno non viene fuori niente”.

Rifuggo pertanto da facili ed a volte mediocri “modernismi”, che spesso sono solo, secondo me, un “bluff” artistico, una copertura di una effettiva mancanza di reali capacità artistiche. Manca infatti spesso, a mio avviso, l’equivalenza fra il pensiero di un pittore ed i suoi mezzi espressivi; concetto, questo, già espresso da Matisse: “…il pensiero di un pittore non deve essere considerato al di fuori dei suoi mezzi, perché esso vale solo quando è servito da mezzi che devono essere tanto più completi (e per completo non intendo complicato) quanto più il suo pensiero è profondo”; ed a questa equivalenza cerco sempre di tendere.

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